Agevolazione prima casa in successione: requisiti e risparmio
Chi può chiederla, quali immobili rientrano, cosa si risparmia e gli errori da evitare.
Anche in successione si può beneficiare dell'agevolazione prima casa: le imposte ipotecaria e catastale, normalmente pari al 3% del valore catastale, si pagano in misura fissa di 200 euro ciascuna.
I requisiti dell'erede
- non essere titolare, esclusivo o in comunione con il coniuge, di un'altra abitazione nello stesso Comune;
- non essere titolare, su tutto il territorio nazionale, di un'altra abitazione acquistata con le agevolazioni prima casa (oppure impegnarsi a venderla entro un anno);
- avere la residenza nel Comune in cui si trova l'immobile, o trasferirla entro 18 mesi, oppure lavorare in quel Comune.
Basta che uno solo degli eredi abbia i requisiti: l'agevolazione si estende all'intero immobile, a beneficio anche degli altri.
Gli immobili ammessi
Abitazioni non di lusso, cioè non classificate A/1, A/8 e A/9, con una pertinenza per ciascuna delle categorie C/2, C/6 e C/7 (cantina, garage, tettoia).
Quanto si risparmia
Su un'abitazione con valore catastale 100.000 euro le imposte ipotecaria e catastale ordinarie sarebbero 3.000 euro; con l'agevolazione si pagano 400 euro complessivi. Il risparmio cresce con il valore dell'immobile.
La dichiarazione
L'agevolazione si richiede nella dichiarazione di successione, con una dichiarazione sostitutiva dell'erede che attesta i requisiti. Il consulente la predispone e la fa firmare insieme agli altri documenti.
Errori da evitare
- richiederla per un erede che già possiede una casa agevolata senza impegnarsi a venderla;
- non trasferire la residenza entro 18 mesi: si perde l'agevolazione con sanzione del 30% e interessi;
- vendere l'immobile entro cinque anni senza riacquistarne un altro entro un anno.
Ricorda che l'agevolazione ottenuta in successione non impedisce di chiederla di nuovo su un acquisto successivo, se l'immobile ereditato viene venduto o se si rientra nei requisiti.

