Imposte di successione: aliquote, franchigie e imposte sugli immobili
Quanto si paga davvero: aliquote per grado di parentela, franchigie, imposte ipotecaria e catastale, esempi numerici.
Le imposte dovute con la dichiarazione di successione sono di due tipi: l'imposta di successione vera e propria, che dipende dal grado di parentela, e le imposte legate agli immobili, dovute sempre quando nell'asse ci sono fabbricati o terreni.
L'imposta di successione
Si calcola sul valore netto della quota ricevuta da ciascun erede, al di sopra della franchigia:
- coniuge e parenti in linea retta (figli, genitori, nipoti in linea retta): 4% sulla parte che supera 1.000.000 di euro per ciascun erede;
- fratelli e sorelle: 6% sulla parte che supera 100.000 euro;
- altri parenti fino al quarto grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale fino al terzo grado: 6% senza franchigia;
- tutti gli altri soggetti: 8% senza franchigia.
Per gli eredi con disabilità grave la franchigia sale a 1.500.000 euro, qualunque sia il grado di parentela.
Le imposte sugli immobili
Indipendentemente dalla parentela e dalle franchigie, sugli immobili si versano:
- imposta ipotecaria: 2% del valore catastale;
- imposta catastale: 1% del valore catastale;
- imposta di bollo (85 euro) e tassa ipotecaria (120 euro con voltura automatica) per ogni conservatoria interessata.
I tributi speciali catastali di 30,99 euro per conservatoria, un tempo dovuti con ogni dichiarazione, non sono più previsti con la dichiarazione telematica: restano 16 euro di tributi speciali e 32 euro di ulteriore imposta di bollo solo se si richiede l'attestazione di avvenuta presentazione (quella che banche e Poste chiedono per sbloccare le somme). Se un erede ha i requisiti per l'agevolazione prima casa, ipotecaria e catastale si pagano in misura fissa (200 euro ciascuna) per l'intero immobile.
Il valore catastale
Il valore su cui si calcolano le imposte non è il prezzo di mercato ma il valore catastale: la rendita rivalutata del 5% moltiplicata per un coefficiente che dipende dalla categoria (110 per la prima casa, 120 per le altre abitazioni, 140 per le categorie B, 60 per uffici e negozi, 40,8 per i capannoni; per i terreni il reddito dominicale rivalutato del 25% moltiplicato per 90).
Un esempio
Un figlio eredita un'abitazione con rendita 800 euro (valore catastale circa 100.800 euro) e un conto da 50.000 euro. La quota è sotto la franchigia di un milione: imposta di successione zero. Sull'immobile paga 2.016 euro di ipotecaria e 1.008 di catastale, oppure 400 euro complessivi se richiede la prima casa, più bollo e tassa ipotecaria (ed eventuali 48 euro se chiede l'attestazione).
Quando si paga
Le imposte ipotecaria, catastale, di bollo e i tributi si versano al momento della presentazione, con addebito sul conto del dichiarante. L'imposta di successione, se dovuta, viene liquidata dall'Agenzia delle Entrate dopo la registrazione e va pagata entro 60 giorni dalla notifica, con possibilità di rateizzazione sopra i 1.000 euro.

