Chi eredita senza testamento: coniuge, figli, fratelli e gradi di parentela
Quando non c'è testamento è la legge a stabilire chi eredita e in quale misura: si parla di successione legittima. Il criterio di fondo è la vicinanza familiare: la legge protegge prima i figli e il coniuge, poi i genitori e gli altri ascendenti, poi i fratelli, infine gli altri parenti fino al sesto grado. Oltre, l'eredità va allo Stato. Capire bene queste regole è il primo passo di ogni dichiarazione, perché dalle quote dipendono i valori attribuiti a ciascun erede, le franchigie e, di conseguenza, le imposte.
Legittimari ed eredi legittimi: non sono la stessa cosa
Coniuge, figli (e i loro discendenti) e, in mancanza di figli, gli ascendenti. La legge riserva loro sempre una quota dell'eredità (la *legittima*), anche contro la volontà espressa in un testamento: possono vedersela ridotta, mai azzerata.
Tutti i parenti che la legge chiama a succedere in assenza di testamento: oltre ai legittimari, i fratelli, i nipoti figli di fratelli, gli zii, i cugini e via dicendo fino al sesto grado. A differenza dei legittimari, un testamento può escluderli del tutto.
Il coniuge è l'unico non consanguineo tutelato come legittimario. Il coniuge separato senza addebito conserva gli stessi diritti; il coniuge divorziato non eredita nulla. L'unito civilmente ha gli stessi diritti del coniuge; il convivente di fatto, invece, non è erede legittimo: eredita solo se nominato per testamento.
I cinque casi tipici
| Chi sopravvive al defunto | Quote |
|---|---|
| Solo il coniuge (né figli, né ascendenti, né fratelli) | Coniuge 1/1 |
| Coniuge e un figlio | Coniuge 1/2, figlio 1/2 |
| Coniuge e due o più figli | Coniuge 1/3, figli 2/3 in parti uguali |
| Solo figli | In parti uguali |
| Coniuge e ascendenti e/o fratelli | Coniuge 2/3; il restante 1/3 agli ascendenti e ai fratelli (agli ascendenti almeno 1/4 del totale) |
| Solo fratelli e sorelle | In parti uguali; gli unilaterali prendono la metà dei germani |
| Solo genitori (o ascendenti) | In parti uguali tra i genitori; se uno solo, tutto a lui |
| Nessuno dei precedenti | Parenti collaterali fino al 6° grado: il più vicino esclude il più lontano |
| Nessun parente entro il 6° grado | Stato |
Caso A – Solo il coniuge
L'art. 583 c.c. attribuisce tutta l'eredità al coniuge quando mancano figli, ascendenti e fratelli. Pensa a una persona figlia unica, coniugata, senza figli, con i genitori già morti: il coniuge prende tutto, e gli zii o i cugini ancora vivi non ricevono nulla, perché in presenza del coniuge la legge non li chiama. Attenzione: mancanza di figli significa anche mancanza di nipoti in linea retta (figli di figli premorti), che subentrerebbero per rappresentazione.
Caso B – Coniuge e un figlio
Metà e metà (art. 581 c.c.). La presenza di figli o loro discendenti esclude tutti gli altri parenti, tranne il coniuge. Genitori, fratelli e zii del defunto non ereditano nulla.
Caso C – Coniuge e più figli
Al coniuge 1/3, ai figli i restanti 2/3 divisi in parti uguali: con tre figli, 2/9 ciascuno. Con questo caso entra in gioco il calcolo delle frazioni, che ricorre in tutta la pratica successoria: la calcolatrice frazionaria del portale fa i conti e riporta tutto allo stesso denominatore.
Caso D – Coniuge con fratelli o ascendenti
Quando il defunto non ha figli, il coniuge concorre con i genitori e con i fratelli (art. 582 c.c.): al coniuge 2/3, agli altri 1/3 da dividere secondo l'art. 571, con la garanzia che agli ascendenti spetti almeno 1/4 dell'intera eredità. Se ci sono solo fratelli, il terzo si divide tra loro; se c'è un solo fratello, prende l'intero terzo. È il caso in cui più spesso un testamento cambia le carte: il defunto può lasciare tutto al coniuge escludendo i fratelli, che non sono legittimari.
Caso E – Solo fratelli e sorelle
Senza coniuge, figli e ascendenti l'eredità va ai fratelli in parti uguali (art. 570 c.c.), con una regola che sorprende sempre: i fratelli unilaterali, che hanno in comune con il defunto un solo genitore, ricevono la metà della quota dei fratelli germani, che hanno entrambi i genitori in comune.
Fratelli germani e unilaterali: come si dividono le quote
Immagina un genitore che ha avuto quattro figli dal primo matrimonio e tre dal secondo. Tra loro, i quattro del primo letto sono germani; i tre del secondo sono germani tra loro; ma un figlio del primo matrimonio e uno del secondo sono unilaterali, perché condividono solo il padre. Se muore uno dei quattro del primo letto, senza coniuge né discendenti né ascendenti, l'eredità va ai sei fratelli superstiti: tre germani e tre unilaterali. Come si divide?
- 13 unilaterali + (2 × 3 germani) = 9 parti.
- 2Ogni unilaterale riceve 1/9.
- 3Ogni germano riceve il doppio: 2/9.
- 4Verifica: 3 × 2/9 + 3 × 1/9 = 6/9 + 3/9 = 9/9. Torna.
Su un asse di 100.000 euro: 100.000 ÷ 9 = 11.111 euro a ciascun unilaterale, 22.222 euro a ciascun germano. Se il defunto ha solo fratelli unilaterali, la regola non serve: dividono in parti uguali.
Prova con lo strumento gratuitoCalcolo quote ereditarieIndica coniuge, figli, fratelli (germani o unilaterali) e premorti: ottieni le quote di legge in frazione e millesimi.→Rappresentazione: quando un erede è morto prima
Se un figlio o un fratello del defunto è morto prima di lui (o ha rinunciato), i suoi discendenti prendono il suo posto e si dividono la sua quota: è la rappresentazione (artt. 467-469 c.c.). Funziona solo in linea retta discendente e, in linea collaterale, solo a favore dei discendenti dei fratelli. Esempio: coniuge, un figlio vivo e due nipoti figli di un figlio premorto: il coniuge prende 1/3, il figlio vivo 1/3, i due nipoti 1/6 ciascuno (si dividono il terzo del padre). Nella dichiarazione i nipoti si indicano come eredi con il grado di parentela reale e il riferimento al genitore premorto.
Gradi di parentela: come si contano
Per la legge sono parenti solo le persone legate da vincolo di sangue (o adozione). Il marito della zia non è un parente ma un affine, e gli affini non ereditano per legge. La distanza tra due parenti si misura in gradi.
- Linea retta (discendenti e ascendenti): si contano le generazioni escludendo il capostipite. Genitore-figlio: 1° grado; nonno-nipote: 2° grado; bisnonno-pronipote: 3° grado.
- Linea collaterale (persone con un antenato comune): si sale fino all'antenato comune e si ridiscende, contando tutte le persone tranne l'antenato. Fratelli: 2° grado; zio-nipote: 3° grado; cugini di primo grado: 4° grado; cugini di secondo grado: 6° grado.
| Parente | Linea | Grado |
|---|---|---|
| Figlio, genitore | retta | 1° |
| Nipote (figlio del figlio), nonno, fratello | retta / collaterale | 2° |
| Pronipote in linea retta, bisnonno, zio, nipote figlio di fratello | retta / collaterale | 3° |
| Cugino di primo grado, prozio, figlio del nipote collaterale | collaterale | 4° |
| Figlio del cugino | collaterale | 5° |
| Cugino di secondo grado (figli di cugini) | collaterale | 6° |
Tre domande rapide
1. Coniuge e due figli, senza testamento: quali quote?
2. Il fratello unilaterale rispetto al germano riceve:
3. Il cugino di primo grado è parente di quale grado?
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Geom. Pino Caddeo · Successione Telematica
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