Liquidità, donazioni, passività e presunzione del 10%
Case e terreni sono la parte più visibile dell'asse ereditario, ma non l'unica. Conti correnti, libretti, titoli, eventuali donazioni ricevute in vita dagli eredi e i debiti del defunto entrano nel calcolo dell'imposta di successione e, in alcuni casi, ne cambiano radicalmente l'importo. Qui vediamo cosa dichiarare, con quali documenti e con quale effetto.
Conti, libretti e titoli
La banca o Poste, ricevuti i documenti degli eredi (documenti d'identità, eventuale testamento, atto notorio o dichiarazione sostitutiva), rilascia un'attestazione di consistenza con i saldi alla data del decesso. È quel documento a fornire i valori da riportare: nulla va calcolato, ma occorre indicare solo la quota del defunto se il rapporto era cointestato. Un conto cointestato al 50% con il coniuge entra in successione per metà.
- Conti correnti, libretti, depositi: quadro B4 del Modello 4; nella telematica quadro EO.
- Titoli, fondi, azioni, obbligazioni: quadro B2; i titoli di Stato e i buoni fruttiferi postali sono esenti dall'imposta di successione, ma vanno comunque indicati.
- Quote societarie e aziende: quadri B2/B3; il valore va determinato secondo criteri specifici (patrimonio netto contabile), meglio con un consulente fiscale.
Le donazioni fatte in vita
Le donazioni sono anticipi di eredità: storicamente andavano dichiarate nel quadro C con il valore attualizzato alla data di morte, perché servivano a verificare se l'erede avesse già consumato la sua franchigia. L'esempio classico: un figlio riceve in donazione tre case per 650.000 euro e alla morte del padre eredita altri 480.000 euro; complessivamente 1.130.000 euro, cioè 130.000 euro oltre la franchigia di un milione, su cui si applicherebbe il 4%.
Le passività deducibili
I debiti del defunto e alcune spese sostenute dagli eredi riducono l'attivo ereditario e quindi l'imposta di successione. Non hanno alcun effetto sulle imposte ipotecaria e catastale, che si calcolano sul valore lordo degli immobili. Inserire passività quando non c'è imposta di successione è quindi inutile, ma non dannoso: il mutuo residuo, ad esempio, conviene indicarlo comunque perché la banca lo trovi in dichiarazione.
| Passività | Importo deducibile | Prova |
|---|---|---|
| Debiti d'impresa | Risultante dalle scritture contabili | Estratto notarile delle scritture obbligatorie |
| Debiti verso banche, saldi passivi di c/c, cambiali | Saldo alla data di morte | Certificato della banca con i movimenti degli ultimi 12 mesi; copia autentica della cambiale |
| Debiti da lavoro subordinato (TFR, retribuzioni) | Maturato alla data di morte | Attestazione dell'Ispettorato del lavoro |
| Debiti verso Stato ed enti pubblici | Esistenti alla data di morte, anche se accertati dopo | Attestazione dell'ente creditore o quietanza |
| Somme dovute al coniuge divorziato | Importi dovuti, anche successivi | Sentenza di divorzio |
| Mutui ipotecari | Debito residuo alla data di morte, solo se relativi a beni caduti in successione | Contratto di mutuo e dichiarazione della banca sul residuo |
| Spese mediche e chirurgiche degli ultimi 6 mesi | Importo delle fatture | Fatture e quietanze |
| Spese funerarie | Massimo 1.032,91 € (i vecchi due milioni di lire) | Fatture |
La presunzione del 10%
Denaro contante, mobili, gioielli difficilmente vengono dichiarati e sono impossibili da tracciare. Per questo la legge presume che esistano e valgano il 10% dell'attivo ereditario netto: l'Agenzia aggiunge questa quota alla base imponibile dell'imposta di successione. Si evita solo allegando un inventario analitico redatto da notaio o cancelliere.
Esempio: due nipoti collaterali con e senza passività
Due nipoti figli di un fratello ereditano dallo zio: nessuna franchigia, aliquota 6%. L'asse è composto da immobili per 460.650 euro (casa a Milano 143.220, casa a Borore 274.680, terreno 42.750), titoli per 130.000, conto corrente per 84.000; passività: mutuo residuo 95.000 euro e spese funerarie 3.600 euro (deducibili solo per 1.032).
| Voce | Importo |
|---|---|
| Immobili (B1) | 230.325 € |
| Titoli (B2) | 65.000 € |
| Conto corrente (B4) | 42.000 € |
| Totale attivo lordo | 337.325 € |
| Passività (D) | − 48.016,46 € |
| Attivo netto | 289.308,54 € |
| Presunzione 10% | + 28.930,85 € |
| Base imponibile | 318.239,39 € |
| Imposta di successione 6% | 19.094,36 € |
Senza dichiarare le passività la base sarebbe 337.325 + 33.732,50 = 371.057,50 euro e l'imposta 22.263,45 euro: 3.169 euro in più per ciascun nipote, solo per non aver allegato mutuo e fatture.
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1. Le donazioni ricevute in vita dagli eredi vanno ancora dichiarate?
2. Le spese funerarie sono deducibili fino a:
3. Le passività riducono:
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Geom. Pino Caddeo · Successione Telematica
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