Parte I · Le basi

La dichiarazione di successione: cos'è, chi la presenta ed entro quando

12 min di letturaCapitolo 2 di 18

Partiamo da una domanda che sembra banale e non lo è: a cosa serve la dichiarazione di successione? La risposta onesta è: a pagare le imposte. Tutto il lavoro che c'è dietro, raccolta di documenti, visure, calcoli, moduli, ha come scopo comunicare all'Agenzia delle Entrate cosa ha lasciato il defunto e a chi, in modo che lo Stato possa incassare quanto gli spetta e aggiornare i registri immobiliari e catastali. Non serve ad altro: in particolare non è un'accettazione dell'eredità, che è un atto civilistico separato.

Definizione
De cuius

Espressione latina (da *is de cuius hereditate agitur*, colui della cui eredità si tratta) con cui si indica la persona defunta. La useremo spesso: è il termine tecnico che trovi in tutti i moduli.

Quando va presentata

Quasi sempre. La regola pratica è questa: la dichiarazione si presenta ogni volta che nel patrimonio del defunto ci sono immobili (case, terreni, garage, quote di immobili), qualunque sia il loro valore e chiunque siano gli eredi. Si presenta anche senza immobili quando il defunto lascia denaro, titoli o altri beni mobili a eredi diversi da coniuge e parenti in linea retta, oppure quando il valore lasciato a coniuge e parenti in linea retta supera i 100.000 euro.

Serve la dichiarazione?
SituazioneDichiarazione
Ci sono immobili, anche di poco valore o in quotaSempre
Nessun immobile; solo denaro/titoli fino a 100.000 € a coniuge, figli, genitori o altri parenti in linea rettaNo (esonero, art. 28 c. 7 D.Lgs. 346/1990)
Nessun immobile; denaro/titoli oltre 100.000 € a coniuge o parenti in linea rettaSì
Nessun immobile; beni di qualsiasi valore a fratelli, nipoti, zii, cugini, estraneiSì

Chi è obbligato a presentarla

  • gli eredi e i chiamati all'eredità (anche chi non ha ancora accettato, finché non rinuncia);
  • i legatari, cioè chi riceve per testamento un bene determinato;
  • gli amministratori dell'eredità e i curatori dell'eredità giacente;
  • gli esecutori testamentari;
  • i trustee, nel caso di trust.

Basta che uno solo degli obbligati presenti la dichiarazione: vale per tutti. Nella pratica la presenta il coniuge o uno dei figli, indicando tutti gli altri eredi. Chi ha rinunciato all'eredità con atto formale non è più obbligato, ma va comunque indicato nella dichiarazione come rinunciatario, perché la sua quota si redistribuisce agli altri.

Entro quando: i 12 mesi

Il termine ordinario è di 12 mesi dalla data di apertura della successione, che coincide con la data della morte. Entro lo stesso termine vanno versate le imposte in autoliquidazione (ipotecaria, catastale, bollo, tassa ipotecaria) e, per le successioni aperte dal 2025, anche l'imposta di successione autoliquidata, con la possibilità di slittare di ulteriori 90 giorni.

Il termine può decorrere da una data diversa in alcuni casi particolari: dalla scadenza del termine per l'inventario in caso di accettazione con beneficio d'inventario, dalla nomina del curatore per l'eredità giacente, dalla data in cui diventa definitiva la sentenza di dichiarazione di morte presunta, dalla rinuncia o dalla nascita per i chiamati sopravvenuti. Sono eccezioni: nella grande maggioranza delle pratiche i 12 mesi partono dal decesso.

In ritardo: il ravvedimento operoso

Scaduti i 12 mesi la dichiarazione si può ancora presentare, e conviene farlo spontaneamente: finché l'Agenzia non ha avviato un accertamento, si può usare il ravvedimento operoso, cioè pagare le imposte dovute più una sanzione ridotta e gli interessi legali. La logica è semplice: prima ci si ravvede, meno si paga. Dal 2015 il ravvedimento è possibile fino a 5 anni dal termine di presentazione, quindi in pratica entro 6 anni dal decesso.

Ravvedimento della dichiarazione omessa (schema)
Quando si presentaSanzione ridotta
Entro 30 giorni dalla scadenza1/10 del minimo
Entro 90 giorni1/9 del minimo
Entro 1 anno1/8 del minimo
Entro 2 anni1/7 del minimo
Oltre 2 anni, entro il termine di accertamento1/6 del minimo
Le percentuali si applicano alla sanzione base prevista per l'omessa dichiarazione; gli interessi legali si calcolano giorno per giorno. Lo studio fa il conteggio esatto in fase di preventivo.

Passati 5 anni dal termine di presentazione, le sanzioni si prescrivono, ma le imposte no: una successione aperta dieci anni fa si può ancora presentare, si pagheranno le imposte dovute all'epoca (con le tabelle allora in vigore) senza sanzioni né interessi. È esattamente la situazione tipica delle successioni cartacee che vediamo oggi.

Dove si presenta

La dichiarazione telematica si invia tramite i servizi online dell'Agenzia (direttamente o tramite un intermediario abilitato come lo studio): la competenza è dell'ufficio territoriale dell'ultima residenza del defunto. La dichiarazione cartacea su Modello 4 si presenta allo stesso ufficio, di persona o con raccomandata. Se il defunto risiedeva all'estero, è competente l'ufficio dell'ultima residenza italiana; se non è nota, l'ufficio di Roma 6.

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Tre domande rapide

  1. 1. Entro quanto tempo dalla morte va presentata la dichiarazione di successione?

  2. 2. Chi è esonerato dalla presentazione?

  3. 3. Cosa permette il ravvedimento operoso?

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Chi ha scritto questa guida

Geom. Pino Caddeo · Successione Telematica

P. IVA 01049200916
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